Vinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.x
Progresso rurale è:
agricoltura, paesaggio e ambiente
Progresso rurale è:
progettazione, aree verdi e comunità
Progresso rurale è:
corrette pratiche agronomiche e tecniche
Progresso rurale è:
qualità alimentare e sostegno all'economia del territorio
Progresso rurale è:
idee, investimenti, finanziamenti e sviluppo di impresa
Progresso rurale è:
allevamenti, zootecnia e benessere animale

Pianificare l'irrigazione

Pianificare correttamente l'irrigazione significa saper scegliere con giusto criterio quando irrigare e quanta acqua somministrare. Risulta intuitivo e chiaro come un aumento in termini di efficienza, ed una consequenziale diminuzione degli sprechi, rappresentino l'ottima gestione a cui ogni azienda deve puntare, e non solo per una gestione economica di profitto (maggiori produzioni e quindi maggior reddito), ma anche per i numerosi vantaggi correlati come risparmio della risorsa acqua e riduzione degli impatti ambientali. La determinazione delle variabili irrigue è basata sullo studio e sulla conoscenza dei rapporti clima-suolo- acqua-pianta. 

 C'è un termine che prima di ogni altro va memorizzato ed è quello di evapotraspirazione (ET ). Con questo termine si indica quell'insieme di processi che rappresentano una perdita di acqua e che derivano dall'evaporazione della stessa dalla superficie del suolo e dalla traspirazione da parte delle piante. La conoscenza di ET è fondamentale per la determinazione dei quantitativi di acqua da apportare, per il dimensionamento e la scelta dell'impianto e per la stima dell'efficienza in generale. L'ET è influenzata da fattori climatici, colturali, gestionali e ambientali che nel loro insieme permettono di arrivare a definire l'evapotraspirazione di riferimento (ET0), ossia "l'evapotraspirazione di una superficie vegetata in condizioni standard che dipende soltanto dalla richiesta evaporativa dell'atmosfera". 

Ogni forma di calcolo parte dalla conoscenza del valore dell'evapotraspirazione, che si può sicuramente misurare, ma le operazioni di misurazione sono molto complesse e richiedono attrezzature e personale specializzato, nonché elevati gradi di precisione. Per questo motivo è più frequente che venga stimata attraverso diversi metodi. 

Il metodo che proponiamo in questo articolo è un metodo empirico ma che, senza ombra di dubbio, fornisce risultati degni di considerazione e basati su criteri scientifico-didattici. Tale metodo parte dalla stima di ET0 partendo dalla formula di Hargreaves.

ET0 = 0,0023 x Ra x (Tmed + 17,8) x (Tmax - Tmin)0,5

Dove Ra rappresenta la radiazione extraterrestre (variabile al variare delle latitudini); Tmax, Tmed e Tmin rispettivamente la temperatura massima, media e minima (registrate per la località ed il periodo di riferimento).

Una volta nota ET0, si passa alla determinazione dell'evapotraspirazione in condizioni colturali standard, indicata con ETc. L'ottenimento di questo nuovo valore di ottiene moltiplicando ET0 per un coefficiente colturale specifico per ogni tipo di coltura Ke che rappresenta il rapporto tra l'evapotraspirazione della coltura di interesse in condizioni standard ed ET0. Esistono svariate tabelle in letteratura che riportano valori indicativi di Kc per le diverse colture e per le diverse fasi di sviluppo.

Il fabbisogno irriguo è dato a questo punto da una complessa formula che rappresenta in forma matematica un intuitivo ragionamento. L'acqua può arrivare senza interventi umani solo con la pioggia, e pertanto dobbiamo aggiungere acqua sulla base della richiesta della coltura, delle piogge cadute e delle perdite avvenute.

Fabbisogno Irriguo = ETc - Pe

oppure FI = (ET0 x Kc) - Pe

dove ET0 lo stimiamo con la formula di Hargreaves, Kc ci è fornito dalle tavole di riferimento e Pe altro non è che la pioggia efficace caduta (ricavabile dai dati storici per il luogo di riferimento e corretta in base alla tessitura del terreno e ad altri fattori che ne diminuiscono l'efficienza).

Quanto può incidere il tipo di terreno sulla fase decisionale e progettuale di un impianto di irrigazione? Beh, potrebbe sembrare eccessiva come affermazione, ma incide davvero tantissimo. Terreni sabbiosi infatti hanno un comportamento del tutto opposto a terreni di tipo argilloso. Se inoltre a queste caratteristiche prettamente fisiche e chimiche ci aggiungiamo le caratteristiche morfologiche dell'appezzamento (come esposizione al sole, pendenza, erodibilità, ecc.) arriviamo ad un mix in grado di determinare fortemente l'efficienza di ogni intervento (che sia naturale come la pioggia o artificiale). Nuovi concetti che vanno introdotti sono quelli di Capacità di Campo (CC) e di Punto di Appassimento (PA). Il suolo è da immaginare come costituito da una matrice solida (tante minuscole particelline) con interstizi porosi più o meno grandi (micropori e macropori). L'acqua nei macropori percola verso il basso per gravità e non ha nessuna utilità per le piante. Questi infatti sono necessari per far sì che vi sia nel suolo aria, fondamentale per l'ossigeno utile alle radici e alla microflora terriera. I micropori invece, con il fenomeno della capillarità, trattengono acqua disponibile per le piante. Ma quanto più questa diminuisce, tanto più sarà difficoltoso prelevarla poiché la forza di assorbimento (e di adsorbimento) sarà sempre più elevata. Quando viene raggiunto il punto per cui la pianta non riesce più a prelevarla e si avvia il processo di appassimento. Quando l'acqua dei macropori è del tutto percolata e i micropori sono totalmente pieni di acqua disponibile per le piante si raggiunge il punto detto Capacità di Campo (CC). Quando invece si raggiunge quel limite per cui la pianta non è più in grado di prelevare acqua si raggiunge il Punto di Appassimento (PA). L'acqua Disponibile altro non è che la differenza tra CC e PA.

Acqua disponibile e acqua non utilizzabile al variare del tipo di terreno

I terreni argillosi, per via della composizione della loro matrice solida, hanno molti micropori e pochi macropori. In maniera del tutto opposta è invece la composizione dei terreni sabbiosi, che permetteranno quindi una rapida percolazione verso il basso di acqua e poca trattenuta capillare. Di contro i terreni argillosi hanno una cattiva permeabilità (e questo genera perdite per ruscellamento ed evaporazione superficiale se l'immissione di acqua è superiore alla capacità di assorbimento, generando ristagni) ma un altissima capacità di trattenuta. Il terreno di medio impasto ha comportamento intermedio.

Forme di inumidimento determinate da un impianto a goccia a seconda del tipo di terreno

Pertanto, alla luce di quanto finora esposto, ogni valutazione e ogni scelta in ambito irriguo deve essere presa con criterio e a seconda del clima del posto, delle precipitazioni, del tipo di coltura, della profondità radicale. Importantissimo ruolo gioca inoltre la tipologia di irrigazione scelta. A pioggia, a goccia, a scorrimento, per aspersione, ecc. Ogni tipologia si adatta meglio a determinati terreni, a determinati appezzamenti e a determinate colture. Attuare un'analisi preliminare di tipo multicriteriale rappresenta non solo una base teorica su cui fondare i propri ragionamenti, ma soprattutto una corretta gestione degli sprechi e un'ottimizzazione della risorsa acqua. In definitiva rappresenta un risparmio, di tempo, acqua, lavoro e di conseguenza denaro. Perché sbagliare? 

Contattaci cliccando qui per avere chiarimenti e/o indicazioni. Saremo lieti di offrirti la soluzione giusta.

 

 

 

Stampa Email